Grecia/Appello : Cancelliamo il debito

In qualità di economisti dobbiamo riconoscere come l’evidenza storica dimostri la futilità e la pericolosità dell’imposizione ai paesi debitori di condizioni di rientro dal debito insostenibili; l’impatto negativo che le politiche di austerità producono sulle economie già in difficoltà; l’effetto particolarmente severo che le stesse politiche hanno sulle famiglie più povere.

Noi riteniamo che sia urgente, dunque, che la Troika (Unione Europea, Banca centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) apra un negoziato onesto con il governo greco tale da eliminare larga parte del debito attuale e introducendo condizioni di rientro che consentano al ricostruzione di un economia sostenibile. Questo accordo dovrebbe segnare l’inizio di una nuovo piano di politica economica per l’intera Unione capace di favorire la crescita e non la deflazione (Report, 14 gennaio).

Noi riteniamo che sia urgente che il governo greco abbandoni il piano di austerità che sta distruggendo l’economia adottando al contrario una politica fiscale espansiva che abbia come obiettivo quello di un immediata riduzione della povertà e di un successivo stimolo alla domanda interna; di lanciare un inchiesta completamente indipendente in merito alle cause storiche del fallimento nella gestione delle finanze pubbliche greche (inclusa ogni evidenza di fenomeni corruttivi) che ha condotto all’accumulazione del debito ed alla sua metamorfosi qualitativa e quantitativa così come all’uso inefficiente ed inefficacie uso delle risorse pubbliche; di prendere in considerazione l’istituzione di un organo giudicante o di un altro meccanismo indipendente dal governo che sia, nel futuro, incaricato di monitorare la corruzione dal più alto al più basso livello di governo.

Noi riteniamo che sia urgente che tutti gli altri governi nazionali esercitino una pressione sulle agenzie operanti nei rispettivi settori finanziari ed adottino tutte le misure diplomatiche necessarie affinché una larga parte del debito greco sia cancellata e condizioni di rientro sostenibili tali da consentire la ricostruzione dell’economia siano introdotte.

(questo manifesto è stato pubblicato sul Guardian il 21 gennaio 2014)

Malcolm Sawyer Emeritus prof, University of Leeds

Danny Lang Associate prof, University of Paris

Prof Yu Bin Professor and deputy director, Chinese Academy of Social Sciences

Prof Ozlem Onaran University of Greenwich

Prof Mario Seccareccia University of Ottawa

Hugo Radice Life fellow, University of Leeds

John Weeks Professor emeritus, Soas, University of London

Prof Howard Stein University of Michigan, Ann Arbor

Anitra Nelson Associate professor, RMIT University, Melbourne

Prof George Irvin University of London, Soas

Dr John Simister Manchester Metropolitan University

Mogens Ove Madsen Associate professor, Aalborg University

Wang Zhongbao Associate professor, editorial director, World Review of Political Economy

Dr Susan Pashkoff Economist

Andrea Fumagalli University of Pavia

Pat Devine University of Manchester

Professor Ray Kinsella University College Dublin

Alan Freeman Co-director, Geopolitical Economy Research and Education Trust

Eugenia Pires Economist, member, Portuguese Citizens Debt Audit

Dr Jo Michell University of the West of England, Bristol

Michael Burke Economist, Socialist Economic Bulletin

Paul Hudson Formerly Universität Wissemburg-Halle

Dr Alan B Cibils Universidad Nacional de General Sarmiento, Buenos Aires, Argentina

Guglielmo Forges Davanzati Associate prof, University of Salento

Prof Sergio Rossi University of Fribourg

Faruk Ulgen Associate prof, University of Grenoble

Tim Delap Positive Money

Eleni Paliginis Middlesex University

Grazia Ietto-Gillies Emeritus professor, London South Bank University

Professor Radhika Desai University of Manitoba

Michael Roberts Economist,

Michael Taft Unite the Union, Ireland region

Dr Andy Denis City University London

Peter Kenyon Chartist

Professor Emeritus Geoffrey Colin Harcourt UNSW Business School

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