«Vizio di forma», 10 curiosità sul film

È tratto dal libro di Pynchon. Mostra le divisioni tra istituzioni e controcultura. S’ispira, nella figura di Doc, a Neil Young. Il lungometraggio in pillole.

Arriva nelle sale Vizio di Forma (Inherent Vice), il settimo film scritto e diretto da Paul Thomas Anderson, tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Pynchon.
Il protagonista è Larry ‘Doc’ Sportello (Joaquin Phoenix), un investigatore privato tossicodipendente che vive in una città balneare della California ed è costantemente intento a fumare, sniffare o affrontare le conseguenze delle crisi d’astinenza. Quando la sua ex fidanzata gli chiede aiuto, tuttavia Doc non rifiuta, ritrovandosi coinvolto in eventi dai risvolti inaspettati.
UN’OPERA RICCA DI SFUMATURE. Pur non essendo stato premiato con l’Oscar per la Miglior Sceneggiatura non originale, il regista riesce a dare vita sul grande schermo a un lungometraggio ricchissimo di sfumature e dettagli, in grado di avvicinarsi con intelligenza a un periodo – a cavallo tra gli Anni 60 e i 70 – caratterizzato da contraddizioni e cambiamenti, interpretato in modo quasi impeccabile da un cast ricco di star.
Vizio di Forma conferma il talento di Anderson che, ancora una volta, sa dare vita a un universo emotivamente realistico pur nei suoi momenti più surreali, muovendosi con sicurezza tra innumerevoli elementi che rendono la visione una vera esperienza, in grado di far scoprire allo spettatore ogni volta nuove suggestioni e spunti di riflessione.

1. Il film è tratto da un romanzo di Pynchon

Thomas Pynchon, fin dagli Anni 60, è stato considerato una delle voci più interessanti della letteratura Americana, grazie a romanzi come V., The Crying of Lot 49 e Gravity’s Rainbow, in cui si avvicinava alla realtà del periodo post Seconda guerra mondiale mostrandone la perversione, i progressi tecnologici, la bellezza, la futilità politica, l’assurdità comica e la complessità.
EPIGRAFE NATA DA UNO SCHIZZO DEL ’68. L’epigrafe presente sul romanzo da cui è tratto il film è stata disegnata ispirandosi a un famoso schizzo di graffiti radicali, scarabocchiati durante le proteste del Maggio 1968 a Parigi: «Sous les pavés, la plage!» («Sotto il selciato, la spiaggia!»).

2. L’ambientazione è la Los Angeles di fine Anni 60

Los Angeles viene rappresentata in stile sesso, droga e rock’n’roll, ne viene mostrata l’essenza degli Anni 70, periodo considerato un punto di non ritorno con lo scontro tra gli “spostati” della costa (hippy, freak, surfisti, bikers, tossici, mistici e rocker) e i cartelli globali, il consumismo, le false spiritualità, i rinnovi architettonici, le paranoie personali e politiche.
inherent_vice_11-620x413Il personaggio di Doc Sportello rappresenta quindi quasi l’ultimo esponente di una razza di storditi sognatori americani, incline alle forze della cupidigia, della paura e della disintegrazione, un attimo prima che l’Era dell’Acquario divenisse un mito.
PELLICOLA GIRATA IN NEGATIVO 35MM. Il direttore della fotografia Robert Eslwit, vincitore di un premio Oscar per Il Petroliere, ha voluto girare Vizio di Forma in negativo 35mm, riuscendo così a mantenere l’estetica degli Anni 70 e la natura sognatrice della realtà di Doc.
L’appartamento di Sportello è stato creato sul set ispirandosi a una casa appartenuta a una donna definita «un vero spirito libero», edificio che aveva suscitato forti emozioni in Anderson. Ricreati in studio anche gli interni del Park Center di Los Angeles, quartiere della Polizia di Los Angeles dal 1954 al 2009: «Abbiamo scoperto questa grande biblioteca composta da una lunga fila di finestre, l’abbiamo sistemata ed è diventata perfetta», ha spiegato Crank.

 3. Anderson ha lavorato a braccetto con Phoenix

Il regista ha contattato Joaquin Phoenix per parlare del ruolo di Doc Sportello dopo aver realizzato assieme a lui The Master.
LAVORO DI RICERCA SUL ROMANZO. Anderson ha cercato in collaborazione con l’attore di scavare il più possibile nel romanzo, e introdotto nella sceneggiatura nuovo materiale in modo costante.

4. L’aspetto visivo è ispirato al fumetto The Fabulous Furry Freak Brothers

Tra le fonti di ispirazione del regista per quanto riguarda gli aspetti visivi diVizio di forma c’è un fumetto comico underground, intitolato The Fabulous Furry Freak Brothers.
TRE PERSONAGGI A CACCIA DI DROGHE. Ideato nel 1968 da Gilbert Shelton, ha come protagonisti tre personaggi sempre a caccia di droghe.

5. La colonna sonora è stata composta da Johnny Greenwood

La colonna sonora è composta dalle musiche originali di Johnny Greenwood, alla sua terza collaborazione con Anderson dopo Il Petroliere e The Master, e dai brani che esplorano sonorità meno conosciute degli Anni 70.
DA RIPERTON A YOUNG. Tra questi figurano canzoni della band Can, di Minnie Riperton e di Neil Young.

 6. Il regista ha una cura maniacale per i dettagli

Il regista è estremamente attento a ogni dettaglio ed elemento presente nei suoi film, compresi gli accessori, gli abiti o le acconciature.
STOP ALLE RIPRESE PER ‘COLPA’ DI UNA COMPARSA. Un giorno Anderson ha fermato una ripresa perché si è accorto che una delle comparse teneva in mano una radio a transistor come se fosse un iPad.

7. Tra gli interpreti c’è Pieterse di Pretty Little Liars

Tra gli interpreti di Vizio di forma c’è anche Sasha Pieterse, una delle protagoniste della serie tivù Pretty Little Liars, amatissima dai teenager di tutto il mondo.
UNA RAGAZZA IN CERCA DI LIBERTÀ. L’attrice interpreta Japonica, la figlia ribelle di Crocker Fenway, che si sente oppressa dal padre e va alla ricerca della libertà, sentendosi quasi di passaggio nella vita.

313542-400-629-1-100-vizio-di-forma8. Sortilège può vedere nella vita interiore degli altri

Anderson ha voluto trasformare il personaggio di Sortilège, interpretata da Joanna Newsom, nella voce narrante del film, attribuendole inoltre una dote visiva un po’ mistica.
COME UN ORACOLO. Sortilège è in grado di scrutare nella vita interiore degli altri e avere una visione d’insieme più grande, quasi come fosse un oracolo.

9. Per vestire Doc il costumista s’è ispirato a Neil Young

Il costumista ha immaginato Doc come un iconoclasta Neil Young: trasandato, disinvolto, un po’ logoro e quasi casualmente cool: «L’influenza di Neil Young sull’aspetto di Doc, è stato qualcosa che si è ripetuto in tutti i costumi indossati da Joaquin. A volte, quando avevo bisogno di un’idea per Doc, davo un’occhiata alle scelte fatte da Neil all’epoca e spesso ho scoperto un look del periodo unico che era bellissimo all’epoca ma che fa la sua bella figura anche oggi».
UN MIX DI CAPI VINTAGE. Gli abiti indossati degli attori sono un mix di capi vintage e vestiti fatti a mano apposta per loro, ispirandosi a fotografie d’epoca e scegliendo colori in grado di rispecchiare quel periodo storico.

10. La scelta degli abiti rispecchia la contrapposizione tra i personaggi

Bigfoot, Penny e Crocker Fenway sono la parte più conservatrice di Los Angeles, rappresentano le istituzioni e sono diametralmente opposti rispetto a Doc, un modo per sottolineare le divisioni culturali esistenti in quegli anni.
Il costumista, per il look di Bigfoot, il personaggio interpretato da Josh Brolin, ha pensato di amplificare gradualmente i colori del suo guardaroba, fino a un abito color bronzo ispirato al film Point Blank.
Penny (Reese Witherspoon) indossa dei vestiti come se fossero uno scudo protettivo, tra le fonti di ispirazione per il suo abbigliamento c’è anche Faye Dunway in The Thomas Crown Affair.
Crocker Fenway riflette infine le caratteristiche della classe dominante.
ISTITUZIONI VS CONTROCULTURA. Il costumista ha raccontato: «La scena con Crocker doveva rappresentare il contrasto tra le istituzioni e la controcultura sin dal suo inizio. Un abito tre pezzi per Crocker la dice lunga su chi sia, un senatore quanto un boss della mala nello stesso costume. Di contro, c’era la scelta molto libera di Doc di indossare un maglione a dolcevita e una collana indiana, ignorando completamente le regole del vestiario nella società civile».

 (da Lettera 43)

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