Sinistra: costruzione di un popolo

intervento di Walter Tocci

 

Fare società con la politica è il titolo del seminario organizzato dal Centro per la Riforma dello Stato e che vedrà la partecipazione di Franco Cassano, autore del libro “Senza il vento della Storia. La sinistra nell’era del cambiamento.” L’appuntamento è per Giovedì 5 Marzo alle 17 presso la fondazione Basso, in Via della Dogana Vecchia a Roma.
Nel suo libro, Franco Cassano indica la questione costitutiva della sinistra nel rapporto tra progetto politico e alleanza sociale: “La sinistra non è sinistra… se non riesce a guardare in modo lucido alle mutilazioni e alle deformazioni che il suo blocco sociale ha subito nel corso di questi decenni.”
La tipica frammentazione delle società contemporanee non rende impossibile, almeno potenzialmente, la ricomposizione per via politica. È infondato l’argomento di chi ritiene obsoleta l’idea di blocco sociale. Ma certo la sua realizzazione oggi richiede maggiore sensibilità nel comprendere le trasformazioni dei soggetti sociali, dei “nuovi ceti popolari” e del “lavoro autonomo di seconda generazione”. Non si tratta di aggiungere nuove pedine al posto di quelle vecchie sulla stessa scacchiera. Occorre molto di più, “una rete limpida e stabile di alleanze tra i diversi diritti e le diverse aree sociali ad essi legate.”
700_dettaglio2_Walter-tocciA partire da queste considerazioni contenute nel libro abbiamo chiesto a Cassano e agli altri relatori, Maria Luisa Boccia, Mario Dogliani, Pasquale Serra, di sviluppare le loro riflessioni in questo seminario del Crs.
La discussione consentirà di approfondire il tema e soprattutto di chiarire alcune questioni controverse. A mo’ di esempio se ne possono già individuare alcune.
Secondo la vulgata la sinistra parte da un nucleo corposo di lavoro dipendente e allarga i suoi riferimenti agli altri strati sociali. È diffusa la convinzione che la coalizione sociale sia venuta meno a causa di un ripiegamento a favore del lavoro garantito. Ma è difficile rintracciare nelle concrete politiche socialiste italiane ed europee degli ultimi venti anni una difesa oltranzista dei diritti del lavoro, anzi si è manifestata la tendenza opposta, dalle leggi Treu al Jobs Act, dalle riforme di Schröder a quelle di Blair e Zapatero. Forse la debolezza delle alleanze non dipende da un presunto primato dell’insediamento tradizionale, anzi non discende affatto da ragioni sociali, ma più probabilmente dalla mancanza di un progetto politico unificante. D’altro canto perfino nel trentennio glorioso il Pci non era un classico partito operaio, ma aveva costruito un profilo popolare – quasi interclassista nelle regioni rosse – sulla base di un forte discorso nazionale.
Per migliorare la nostra discussione occorre allora affinare la terminologia. Se davvero è costitutivo per la sinistra, ilblocco sociale non va ridotto a una mera coalizione sociale, ma è sempre una costruzione di popolo. È una narrazione storico-politica che non esiste in natura sociale perché viene prodotta della creatività del politico. Nel ventennio questa produzione è venuta da diverse parti: prima da Berlusconi come biografia del self-made man, poi da Grillo come fustigatore della Casta e infine da Renzi come Grande Rottamatore – e tutti questi immaginari popolari hanno saputo ricomporre da un certo punto di vista la frammentazione sociale. L’unica parte che non è mai riuscita a inventare un immaginario popolare è stata quella socialdemocratica. Anzi, per ammissione dei suoi capi non è mai andata al di là di uno sterile “riformismo senza popolo”.
Ha ragione allora Cassano nel dire che non basta aggiungere o sottrarre qualche pedina nella scacchiera delle alleanze. La prova decisiva per la sinistra consiste nel “fare società con la politica”, come propose il Crs dopo la sconfitta elettorale del 2008.
Certo, la costruzione dell’immaginario scivola nell’eclettismo se non si incardina su concrete esigenze avvertite come prioritarie da parte di grandi correnti di opinione pubblica. Un progetto unificante può emergere solo se è sostenuto da un’interpretazione delle forze in atto nel cambiamento della società. Ma la sinistra “senza vento della storia” ha smarrito la capacità di comprendere il mutamento e di conseguenza rischia di “scomunicare il mondo che viene”. Questa è la tesi centrale di Cassano, e non solo sua. Anzi, è largamente condivisa nella pubblicistica corrente.
Eppure rimane un dubbio: nella concreta vicenda politica degli ultimi venti anni è prevalso il rifiuto o l’apologia del cambiamento? Si può ragionevolmente sostenere che la sinistra italiana ed europea hanno condotto una lotta di resistenza alle tendenze dominanti? La crisi del socialismo europeo e in particolare mediterraneo non viene certo dall’aver demonizzato la globalizzazione, ma forse dall’averne accettato acriticamente tutte le favole. Nella grande Crisi i socialisti sono stati avvertiti da ampie fasce di elettorato come una variante interna all’establishment. Per questo alcuni partiti sono stati spazzati via e altri hanno perso le elezioni. Le nuove formazioni politiche che superano il 30%, come Podemos e Syriza, usano un linguaggio insolito che riscopre la parola popolo.
La crisi europea è infatti di natura politica prima che economica. È la più grave frattura tra elite e popolo mai vista prima nella storia europea. Si apre una divaricazione tra logica di sistema e forma di vita, tra le dottrine macroeconomiche e il rancore che ribolle nella società, tra l’algida tecnocrazia e il vitalismo quotidiano. La “costruzione del popolo” di cui parla Cassano alla fine del libro, allora non è solo una chiave analitica intellettuale, ma diventa una stringente necessità per salvare il progetto democratico dell’unità europea. Non si può ricomporre la frattura tra elite e popolo senza mettere in discussione l’attuale assetto dei poteri politici, istituzionali ed economici. Dare potere a chi non ce l’ha, è un mestiere antico della sinistra che riemerge come forza del cambiamento.
Di questo e altri temi discuteremo nel seminario con l’autore e gli altri relatori. Seguirà un dibattito a cui siete tutti invitati a partecipare.

3 commenti

commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...