Monthly Archives: aprile 2015

Le donne curde del Pkk che fanno la guerra all’Isis

Dopo che lo Stato islamico ha attaccato l’Iraq nell’estate del 2014, le donne curde del Pkk non hanno esitato a imbracciare le armi e, ogni giorno, fianco a fianco agli uomini combattono contro l’Isis. La fotografa della Reuters, Asmaa Waguih, ha trascorso del tempo con queste donne nella loro base militare nel monte Sinjar che si trova nel Governatorato di

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Il capro espiatorio Varoufakis

Ministri europei e funzionari anonimi di Bruxelles criticano Varoufakis. Ma l’economista, con un curriculum esemplare, difende solo le scelte del governo e del popolo greco. Se si vuole trovare un compromesso onorevole, è tempo di cancellare l’ipocrisia e lavorare sui problemi reali. nell’eurogruppo di Riga un «incom­pe­tente», un «dilet­tante», un «gio­ca­tore d’azzardo». Strano però per un pro­fes­sore di eco­no­mia tra

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Intervista al Manifesto di Romano Prodi: “Con questi leader l’Europa fallisce”

L’ex presidente della commissione europea Romano Prodi: «Su immigrazione e accoglienza il consiglio europeo non ha detto niente. Mi aspettavo di più, ma sono abituato alle delusioni». «Parlare di affondare i barconi soddisfa solo la demagogia». E su Renzi: «La migliore pubblicità al mio libro l’ha fatta proprio lui» Deluso dal con­si­glio euro­peo? «Vera­mente non mi aspet­tavo niente di più

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L’altro capo dell’ISIS, quello vero

Un’importante inchiesta dello Spiegel ha raccontato come un ex funzionario di Saddam Hussein sia stato l’architetto dello Stato Islamico, prima di al Baghdadi. Sabato 18 aprile il sito dello Spiegel in lingua inglese ha pubblicato un’inchiesta esclusiva sull’organizzazione interna dello Stato Islamico (o ISIS). L’inchiesta dello Spiegel, che è circolata molto negli ultimi giorni e che è stata molto apprezzata dagli

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Un accordo fra le grandi potenze è l’unica via per fermare la guerra in Libia – Romano Prodi

Intervento di Romano Prodi sul Messaggero Abbiamo pianto per una tragedia che non ha precedenti nella pur desolante storia dell’emigrazione mediterranea. Adesso dobbiamo fare di tutto perché questa tragedia non si ripeta. Partiamo tuttavia dal fatto che le condizioni che spingono oggi ad emigrare continueranno per lungo lungo tempo. Esse sono il frutto della guerra e della fame, due spettri che

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I sommersi che nessuno vuole salvare

Il corpo del bam­bino che gal­leg­gia con il volto immerso nella densa mac­chia nera di petro­lio che cir­conda il luogo del nau­fra­gio. Un pic­colo fagotto di lana che un pesca­tore passa nelle mani di un altro. Imma­gini, impen­sa­bili e reali, della tra­ge­dia nelle acque del Medi­ter­ra­neo. Morti annun­ciati, senza con­fini, al ver­tice della cru­deltà con cui il mondo, l’Europa, l’Italia assi­stono

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Le passioni di Roberto Longhi

A Roberto Longhi (1890-1970) si deve la riscoperta dei cosiddetti primitivi. E una innovativa e sensibile interpretazione della pittura del Trcento. Con al centro Giotto che, uscendo dalla piatta visione medievale, per la prima volta fa agire i personaggi nello spazio lasciando che le passioni e i sentimenti affiorino sui volti. Ma nel quadro del gotico internazionale seppe anche cogliere

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Dal Ttp al Ttip, il libero commercio nuoce al mercato

di  Joseph Stiglitz – Premio Nobel per l’economia nel 2001, è professore alla Columbia University. Il suo ultimo libro sulla crisi finanziaria mondiale è Bancarotta. L’economia globale in caduta libera (Einaudi, 2010) Rotta a oriente/L’Europa dovrebbe apprendere la lezione del Trattato transpacifico, dove sono aumentati a dismisura i prezzi dei farmaci.   L’Europa nei suoi negoziati in corso sul TTIP (Transatlantic

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Altro che coop “mele marce” qui è marcito tutto il sistema

Intervista a Fabio Mussi Per me è dolorosissimo quando viene fuori il nome di una coop in un’inchiesta. Succede sempre più spesso: Tav di Firenze, Expo, Mose, Mafia Capitale, Ischia. Non posso più sentir parlare di mele marce. È marcita una parte del sistema italiano delle imprese, di cui le coop, non tutte ma molte delle più importanti, ormai fanno

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Armeni in Turchia, una diaspora lunga un secolo

Abitano l’Anatolia da 3.500 anni. A fine 800 erano 3 milioni. Oggi sono 50 mila. Decimati dai massacri. E dalle leggi discriminatorie. Che Erdogan cavalca. Per negare il genocidio armeno, la Turchia si è spinta a condannare il papa. «Sta con il fronte del male», lo ha attaccato il premier Ahmet Davutoglu. Poi il presidente Recep Tayyip Erdogan ha ammonito

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