BABEL Libro/dialogo di Zigmunt Bauman ed Ezio Mauro

La crisi dell’autorità, della politica e della modernità. Noi che viviamo nell’interregno fra il “non più” e il “non ancora”

di Giancarlo Fagiano

Sembra davvero interessante questo libro a forma di dialogo in cui Zigmunt Bauman, instancabile sociologo e filosofo polacco, famoso per la sua definizione di “società liquida” ed Ezio Mauro, direttore di La Repubblica, discutono in un rimando di domande, risposte, provocazioni e reciproche sollecitazioni.

9788858119655Il tema al centro del loro dialogo è quello della limitatezza, al limite dell’assenza, di strumenti e percorsi adatti ad affrontare l’attuale fase di transizione, di passaggio dalle forme novecentesche di partecipazione e decisione, che sembrano aver esaurito il loro ruolo e la loro capacità di strumenti adeguati alle problematiche da affrontare, ad altre forme tuttora non sufficientemente definite e consolidate.

Dice Mauro, in un articolo di presentazione del libro….”non ci sono movimenti politici che, avendo messo in crisi il vecchio mondo, siano oggi pronti ad ereditarlo, non c’è un’ideologia che selezioni il pensiero vincente e lo diffonda, non c’è uno spirito costituente-morale, politico, culturale-che prometta di dare forma a nuovi istituzioni per il mondo nuovo…..in questo quadro, dove lo stesso concetto di “democrazia” pare aver perso la sua indiscutibilità e validità, la politica, nelle forme storicamente concretizzatesi all’interno delle regole democratiche ma troppo appiattite sul contingente, sembra non servire più stante la sua incapacità di dare risposte ai problemi concreti, ma soprattutto alle inquietudini sul futuro, nostro ed ispecie quello dei nostri figli. E questo interregno fra il “non più” ed il “non ancora” diventa il luogo in cui si libera l’irrazionale della decadenza, una ribellione sotto traccia mossa più dall’angoscia che dalla speranza.

Risponde Bauman….prendiamo come esempio la crescita incessante della disuguaglianza sociale….non possiamo più leggerla nei termini di semplice dicotomia tra ricchi e poveri…l’aspetto morfologico della nuova divisione è costituito dall’opposizione fra mobilità e fissità….. Questa nuova divisione è a sua volta il risultato della fine della fase “solida” della modernità capitalistica, nella quale sia la forza lavoro che il capitale,  in qualche modo obbligati a coesistere, avevano elaborato un “modus co-vivendi”, saltato definitivamente da quando il capitale finanziario ha defenestrato il capitale industriale. Nella liquidità di questo interregno, avendo di fronte un capitale che è diventato libero di spostarsi in qualsiasi momento, si sono di riflesso svuotati di efficacia forme organizzative ed associative, strumenti e modi di contrapporsi che avevano svolto, in qualche modo, il loro ruolo nella fase “solida”.

Forse vale la pena di leggerlo e di condividerlo anche qui, in questo blog.

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